Arte e scienza del piatto corde


Moltissimi anni fa, l’incordatura delle racchette veniva fatta a mano. La corda era attorcigliata intorno ad un tassello di legno per applicare tensione.

L’incordatore pizzicava la corda, ascoltava il giusto tono di “riferimento” e poi la “pinzava” con un punteruolo.

Le orizzontali venivano fatte in modo diverso. Siccome l’intreccio delle orizzontali con le verticali ne smorza il suono, per le orizzontali venivano invece valutate le “gobbe” fatte dalle orizzontali sulle verticali. Un esperto poteva giudicare la tensione alla quale stava tirando la corda basandosi su queste “gobbe”. In ogni caso, gli incordatori cercavano di ottenere la stessa rigidità su ogni corda – che non equivale alla stessa tensione. Le verticali venivano timbricamente impostate sulla stessa nota musicale basandosi sul principio che la frequenza di una corda varia a seconda della lunghezza, del calibro e della tensione. Se due corde avevano la stessa frequenza, allora queste tre variabili erano combinate per creare corde con la stessa rigidità. Le “gobbe”, anche se in maniera non cosi’ scientifica, facevano la stessa cosa. La dimensione della gobba varia in rigidità a seconda della densità del piatto corde e della tensione in ogni punto. L’esperienza creava la “gobba di riferimento”. Questa era l’arte del piatto corde.

Anche se la tecnica sembra preistoria rispetto alla nostra epoca di macchine digitale a tensione continua, c’era molta scienza anche lì. La rigidità del piatto corde, non la tensione, era ed è la chiave. La tensione è solo un mezzo per raggiungere diversi gradi di rigidità in luoghi diversi. Non è fine a se stessa. Quanto una forza devia il piatto corde in ogni punto dato è indice di rigidità. Le corde verticali sono conosciute come quelle che forniscono potenza perché sono più lunghe e immagazzinano più energia. Anche se questo è vero, sono le orizzontali che determinano la quantità di potenza che il piatto corde fornirà. Con ogni orizzontale, la lunghezza effettiva e la rigidità del piatto corde cambiano. Il numero, il calibro, la tensione e il materiale delle orizzontali determinano la deflessione delle corde verticali. Questo è il motivo per cui molti incordatori considerano le orizzontali come le corde di controllo – che controllano la potenza e con essa la precisione.

Tutti i produttori di racchette hanno influenzato la deflessione del piatto corde in vari modi. Il sistema più ovvio è stato quello di cambiare il tipo di piatto corde, la forma della testa e la dimensione. Tutte queste cose manipolano la lunghezza della corda e la densità in diversi punti. Questi fattori, a loro volta, contribuiscono a dettare le dimensioni e la posizione dello sweetspot e l’uniformità della flessione in tutto il piatto corde.

NON TUTTI I PATTERN SONO UGUALI

La forma della testa è solo uno dei fattori nel determinare modelli di piatto corde possibili. Altri vincoli sono strutturali. La resistenza del telaio è il fattore determinante principale. Se un modello è troppo denso, i fori passacorde diventano troppo vicini tra loro rendendo l’incordatura quasi impossibile. Allo stesso modo, se un dato modello ha i grommet troppo distanti fra loro si compromette l’integrità strutturale del telaio. Se un minor numero di corde viene usato per allargare il pattern, la durata della corda viene compromessa. I progettisti affrontare questa sfida sia creando un telaio adatto ad ospitare un determinato pattern, o progettando un pattern adatto ad una particolare forma del telaio. Ogni metodo presenta una serie diversa di sfide e riflette le priorità diverse per quella racchetta.

Le regole ITF pongono un vincolo. Di tutti i pattern possibili, solo alcuni tipi sono ammessi. In particolare, la regola è “il piatto corde deve essere generalmente uniforme, e in particolare non meno denso al centro che in qualsiasi altra area”.

RECENTI TECNOLOGIE PER IL PIATTO CORDE

I produttori hanno anche cercato altre tecnologie più “esoteriche” per i piatti corde. I grommet più grandi di Volkl, Prince e Wilson sono un modo per aumentare la lunghezza effettiva delle corde. Poiché i fori sono allargati nella direzione del movimento della corda, la lunghezza effettiva della corda stessa si estende verso l’esterno del telaio. Ce ne sono stati altri. Modelli di piatti corde sfalsati prevalentemente in molti modelli Prince e Dunlop sono stati con noi per diversi anni. Tutti questi sistemi sono indicativi di un fatto molto ovvio, ma troppo spesso ignorato: il telaio di una racchetta è solo proprio quello – una cornice. Si tratta di un sistema di supporto per il piatto corde. L’azione è tutta nel piatto corde!

IL “PARCO GIOCHI” PER L’INCORDATORE

Il telaio è un “fatto compiuto” quando arriva alla macchina per l’incordatura. Ma combinando i principi del design del piatto corde con una conoscenza del comportamento della corda, non c’ è limite alla personalizzazione del piatto corde. Le possibilità sono sconvolgenti. Si inizia con le vostra capacità di ottimizzare le corde per abbinarle alla racchetta e allo stile del giocatore. Se la forma della racchetta, dimensione e pattern accentuano la potenza o il controllo in un certo punto, si incorda per accentuare quel punto di più, di meno, o per provare a cambiarne la posizione? O si cerca di allargarlo? Si cerca di creare altri punti simili per equalizzare il piatto corde in ogni suo punto? O si esamina l’ usura del piatto corde e si lavora per massimizzare il punto di contatto primario?

Questo è il “parco giochi” per l’incordatore. È possibile modificare molti parametri per adattare perfettamente il piatto corde a qualsiasi stile di gioco, a qualsiasi racchetta o adattarlo a qualsiasi teoria si può inventare (restando entro le raccomandazioni dei produttori ). Il comportamento di ogni corda cambia rispetto alla corda pi’ vicina in base alla loro lunghezza relativa. E il comportamento di ogni corda cambia anche tutta la sua lunghezza.

Il compito è quello di modificare le variabili che influenzano questi comportamenti. Gli strumenti e le tecniche a disposizione sono numerosi. Si potrebbe provare a sperimentare con tensioni ibride, calibri, materiali e costruzioni diverse.

Sono finiti i giorni delle tensioni manuali. Ma l’incordatura oggi è ancora sempre una forma d’arte. Quello che si crea è il tuo lavoro d’arte a tua firma e basato sui principi della scienza della racchetta. Se riesci a mettere sul mercato questa tua firma, metterai in vendita qualcosa di diverso da quello che fanno tutti gli altri. Unicità, differenziazione e vantaggi per il giocatore.

Questi sono i cardini della competizione di successo nel mercato odierno.

 

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