IL RE DELLA RACCHETTA – Influenza dell’inerzia in una racchetta da tennis


Questa volta non parliamo di Roger Federer. Parliamo di swingweight, di fisica della racchetta da tennis, dell’influenza dell’inerzia! Abbiamo sviscerato ancor più di uno slow-motion ogni millimetro del movimento rotatorio di preparazione al colpo, facendolo diventare un diagramma di accelerazioni, di velocità medie e di forze di  impatto. Si tratta di una sperimentazione compiuta con test ciechi a doppio canale, condotta su atleti di seconda categoria ed ex giocatori ATP.

Prima di tutto sono scesi in campo Gabriele Medri e Marco Micello. Gabriele ha ideato e programmato lo Swing-A-meter, uno strumento in grado di rilevare con assoluta precisione la velocità di swing, le accelerazioni medie e massime, le velocità medie e massime del sistema braccio-racchetta, ma anche la forza di impatto ed altro ancora. Marco, invece, ha messo in campo gli atleti e strutturato la metodologia di lavoro raccogliendo un campione sufficiente di dati, sviluppati poi dalla italianissima PRO-T-ONE.

Tutto ciò per affermare che – a parità di peso e bilanciamento – l’inerzia non solo influenza la capacità di accelerazione, velocità e forza di impatto ma che questa è in grado di essere percepita dagli atleti, sebbene gli stessi non sappiano definire precisamente le sensazioni. L’evidenza dei dati è tale che in una circostanza l’atleta di riferimento è riuscito ad incrementare la velocità media di swing di 15 kmh giocando con una racchetta con minore swingweight. Ma, procediamo con ordine.

Per il test sono state utilizzate coppie di racchette uguali, che successivamente sono state rese identiche per PESO, BILANCIAMENTO e INERZIA (i tre principali parametri dell’attrezzo) attraverso una preliminare operazione di racquet matching (accoppiamento). I telai dunque sono stati differenziati per il solo parametro dell’ INERZIA (SWINGWEIGHT) grazie all’utilizzo dello SWING LAB, sviluppato anche’esso dalla PRO-T-ONE. Si è così voluto ottenere una racchetta polarizzata ed una depolarizzata. Ad esempio:

Racchetta “A”:  peso 300 gr; bilanciamento 32 cm e swingweight 311 (polarizzata)

Racchetta “B”:  peso 300 gr; bilanciamento 32 cm e swingweight 305 (depolarizzata)

Tutte le coppie di racchette (22 racchette per 11 atleti) sono state preparate da esperti Racquet Technician della IRSA (Italian Racquet Stringers Association), incordate all’uopo con rigore professionale, utilizzando le corde di riferimento dell’atleta alla tensione di riferimento normalmente gradita. Nell’ideare il test cieco a doppio canale si è prefissato di differenziare l’inerzia di ciascuna racchetta di soli 6 punti (espressione facilitata che indica un rapporto KG x cmq). Tale variazione si ritiene essere pressoché minima. Per rendere l’idea, si tratta di percezioni riscontrabili solo da giocatori molto esperti. E vedremo come la seconda parte del test, basata sulle percezioni ricevute dall’atleta confermi appunto che non sempre l’atleta stesso è in grado di definire le percezioni ricevute dalla racchetta, anche se queste influenzano certamente il comportamento del gioco. I giocatori, infatti, si sono sottoposti a prove di movimento a vuoto, con palla dal cesto e poi nel gioco da fondo campo. Al termine è stato fornito loro un questionario confidenziale dal quale si sono rilevate le sensazioni percepite con racchetta A e racchetta B.  Nell’esempio riportato nella foto – che si propone quale esemplificazione dei dati aggregati ottenuti su un campione di 11 atleti e 22 racchette – la prima analisi va fatta sull’accelerazione e sul tempo medio di swing, cioè sul tempo di preparazione del colpo allorquando il braccio, terminata la fase di caricamento, inizia il movimento rotatorio e traslatorio. Nell’esempio sopra riportato non si sono evidenziate le differenze di durata media di swing (fase finale di accelerazione), ma in genere si notano variazioni minime ma significative e che fanno la differenza, dato pure che la variazione è compresa fra 0.3 – 0.5sec in funzione alle caratteristiche del giocatore e dell’attrezzo utilizzato. Maggiore è il tempo che s’impiega a preparare lo swing e maggiori sono le possibilità che non si imprima la migliore accelerazione ottenendo conseguentemente una minore velocità di impatto.

Un’ ulteriore analisi va poi fatta sulla velocità media sviluppata, che dipende sia dalla capacità di accelerazione dell’atleta che dall’inerzia del sistema braccio-racchetta. Ciò perché se una racchetta ha maggiore swingweight, cioè “pesa tanto” in termini dinamici, non sempre si riesce ad ottimizzare il lavoro di roto-traslazione del braccio relativamente alle capacità tecniche dell’atleta e alla sua fase evolutiva. Un calo della velocità media d’impatto non è, in generale, un buon segnale! Altro elemento che lo SWING-A-METER ha permesso di evidenziare è la variazione di comportamento del colpo a vuoto, al cesto e durante il gioco. Un gesto atletico compiuto “al cesto” può dare riscontri positivi ma non darli altrettanto positivi ed evidenti in campo a causa delle diversità di gestione “in dinamica” dell’attrezzo. In generale sembra di poter concludere con sicurezza che a parità di peso e bilanciamento una variazione di swingweight di pochi punti genera sensazioni di gioco differenti nell’atleta esperto, che è in grado di coglierle ma non sempre di definirle con precisione.

Appare altrettanto evidente, invece, come un attrezzo depolarizzato accoppiato ad un peso importante è un attrezzo destinato ad un’utenza evoluta, con il quale si genera uno swing più veloce, accelerazioni maggiori e velocità medie di impatto superiori. Una racchetta polarizzata è invece destinata ad un’utenza di spettro più ampio, anche di livello medio, in grado di avvantaggiarsi di stabilità ed inerzia maggiori, se accompagnata però ad un peso inferiore rispetto all’attrezzo depolarizzato. Riteniamo perciò fondamentale che la scelta dell’attrezzo ideale per l’atleta debba essere ponderato con rigore scientifico, avvantaggiandosi di prove in campo svolte con accelerometri (ora che ne abbiamo la possibilità), valutando cautamente l’inerzia attraverso gli appositi strumenti di diagnostica. E’ questo infatti il parametro principale, prima ancora di peso e bilanciamento.

Nel tennis moderno appare indispensabile avvalersi di figure professionali emergenti, quali i Racquet Technician, in grado di interloquire con atleti e coach al fine di ottimizzare e massimizzare le prestazioni del tennista. Veniamo ora alla seconda parte del test, quella cioè del questionario confidenziale. La maggior parte degli atleti non ha saputo riferire coerentemente (si tratta di un dato positivo ed atteso) quale fosse la racchetta più pesante. Le racchette avevano infatti uguale peso. Poiché una delle due aveva maggiore swingweight ci si attendeva che la maggior parte avvertisse il peso in testa! Oltre il 90% degli atleti invece ha saputo riferire coerentemente che la racchetta con maggiore SW era quella che consentiva maggiore trasferimento di potenza. Altrettanto coerente è stata la risposta su quale fosse la racchetta più votata al controllo. Oltre il 70% ha saputo indicare coerentemente quale fosse la racchetta più facile da manovrare, da far ruotare e traslare per l’effettuazione del diritto incrociato. Indecisione invece si è riscontrata sulla domanda su quale fosse la racchetta più propensa a trasferire spin. Meno della metà ha saputo definire cosa fosse lo SW. Oltre il 90% mette al primo posto per importanza la racchetta ed il suo bilanciamento rispetto alla corda, rispetto alla racchetta ed il suo relativo peso, alla racchetta ed alla grandezza del piatto corde, infine rispetto alla tensione dinamica. Il 100 % degli intervistati ha riposto che la racchetta è la scelta prevalente rispetto alle corde.

Per ogni ulteriore info contattare: Ing. Gabriele Medri

Si ringraziano: Andrea Stoppini Tecnico Nazionale F.I.T. – Best ranking 161 ATP Beppe Menga Tecnico Nazionale F.I.T. – Coach – Best ranking 432 ATP Gli atleti della 2001 Team di Rovereto (TN) Andrea Candusso Tecnico Nazionale F.I.T.  Ing. Alessandro Rossi – PRO-T-ONE Dott. Matteo Evangelisti – PRO-T-ONE

 


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3 commenti su “IL RE DELLA RACCHETTA – Influenza dell’inerzia in una racchetta da tennis

  • Stefano Prete

    Ciao Dario!

    Non sono un fisico per cui non conosco una formula per calcolare lo swingweight con precisione. L’unico modo che funziona perfettamente è quello di usare una macchina costruita per misurarlo, tipo Babolat RDC e simili.

    Quello che posso dirti è che – a parità di peso aggiunto – lo swingweight sale maggiormente quanto più lontano dal fondello del manico il peso viene applicato.

    Grazie e buon tennis!

  • Dario

    Ragazzi, vorrei una delucidazione tecnica in merito al vostro esempio delle due racchette con stesso peso (300g), stesso bilanciamento (32cm) ma con momenti d’inerzia (swingweight) differenti, rispettivamente 311kgcm2 e 305kgcm2.
    Qual è la formula per calcolare lo swingweight? Possiamo usare anche un caso semplificato, ad esempio:

    1) Abbiamo un’asta di 68cm, bilanciamento a 34cm e 300g di peso ripartiti tutti nel punto di balance a 34cm;

    2) Analogo al caso 1) ma con le masse ripartite nei due estremi: 150g tutti nell’estremo destro e 150g tutti nell’estremo sinistro.

    Secondo quale formula varia lo swingweight?