Ancora ITF a S.Margherita di Pula


La pioggia dei primi giorni di torneo ha fatto correre i brividi lungo la schiena ad organizzatori e partecipanti. La Sardegna, tanto declamata per il bel tempo anche a settembre inoltrato, sembrava aver voltato le spalle agli Itf a Santa Margherita di Pula.

Noi, Marco Serra e Luisito Canu – incordatori prescelti dall’associazione IRSA, che aveva l’appalto del servizio incordature – eravamo sul posto dal 5 al 29 settembre scorsi, pronti ad accogliere le richieste dei partecipanti ai tornei.

Marco Serra con Alice Matteucci, vincitrice del torneo ITF a Santa Margherita di Pula

Marco Serra con Alice Matteucci, vincitrice del torneo ITF 11A.

I tabelloni maschili di qualificazione hanno visto la presenza di 64 giocatori. Il lavoro si è più che raddoppiato rispetto all’esperienza maturata a maggio nello stesso resort del Forte Village: in quell’occasione, i tabelloni erano da 32 giocatori. L’incontro con i tennisti che si erano presentati anche a maggio è stato cordiale, quasi fraterno. Con i nuovi, c’è voluto poco per familiarizzare. L’incontro avveniva nella sala incordature, nella solita location: il bungalow numero 89, che ci era stato assegnato anche quattro mesi prima.

Tutti, giocatori e giocatrici, sono rimasti pienamente soddisfatti del nostro lavoro. I riscontri lusinghieri erano all’ordine del giorno e si sentivano soprattutto al rientro negli spogliatoi, dopo le partite disputate: al passaggio in sala incordature, i commenti erano sempre positivi.

Gli orari di lavoro sono stati massacranti: in queste tre settimane si sono allungati – rispetto al torneo di maggio – sino a raggiungere le 16-17 ore di impegno quotidiano. Si rientrava a casa mediamente verso mezzanotte, l’una del mattino: soddisfatti del lavoro svolto, certamente, ma anche sfiniti.
Tutte le incordature sono state consegnate perfette, non ci sono state lamentele di alcuna natura ma, anzi, sono arrivati i complimenti.

Il rapporto umano con i partecipanti e con gli organizzatori è stato splendido. Capitava che, mentre pranzavamo nella nostra veranda, venisse qualche giocatore a ritirare o consegnare le sue racchette. Subito veniva invitato a unirsi a noi, per assaggiare le prelibatezze dell’enogastronomia sarda. Alcuni accoglievano l’invito con entusiasmo, altri loro malgrado non potevano perché avrebbero dovuto scendere in campo di lì a poco. La gradazione del vino Cannonau o le qualità del Pecorino sardo suggerivano una certa prudenza.

Scene particolari ne sono capitate anche stavolta. Un pomeriggio si è presentato in sala Diego Nargiso (coach di una decina di ragazzi iscritti alla manifestazione), chiedendo – quasi a mo’ di ordine – di stringere un nodo che si era allentato e allargato in una racchetta di un suo giocatore. Luis ha preso la racchetta e l’ha analizzata con grande attenzione, sintetizzando in questo modo: “Io il nodo te lo stringo, ma ti dico che questa racchetta non è stata preparata da noi.

Marco Serra e Luisito Canu con Alice Balducci, vincitrice del torneo ITF a Santa Margherita di Pula.

Marco Serra e Luisito Canu con Alice Balducci, vincitrice del torneo ITF 13A.

Simili nodi di chiusura, noi non li adottiamo”. Io, che mi trovavo al lavoro intento a completare un’incordatura , ho invitato Nargiso ad avvicinarsi e vedere come noi effettuiamo il nodo di chiusura. Luis ha poi accontentato Diego, che ha ringraziato.
Dopo due giorni è tornato con la sua racchetta personale, chiedendoci di incordargliela con un set di budello. Ho eseguito l’incordatura (in full bed con il metodo 50/50) e, dopo un altro paio di giorni, Diego è tornato a riprenderla: ha pagato e se l’è portata via, felice. Da quel momento, ogni incontro fortuito con lui era occasione per chiederci come andava il lavoro. Anche con lui il rapporto si è fatto cordiale.

Un aneddoto divertente, che testimonia anche lo stile di lavoro dell’Irsa, è capitato al momento in cui in sala incordature è comparsa un Wilson Steam 100.

Incordata due nodi, ha fatto esclamare al mio compagno Luis “Questa incordatura è stata effettuata da uno dei nostri, sono pronto a scommettere qualsiasi cosa…”
Il mio scetticismo iniziale per un’affermazione tanto perentoria è stato dissipato il giorno seguente quando, al ritiro dell’attrezzo, è stato chiesto al tennista se per caso si ricordasse dove era stata effettuata l’incordatura precedente.
Ci dice che la racchetta era stata incordata in un negozio di Grottaglie, in provincia di Taranto. Luis esclama “Lo sapevo…è stata fatta da Carlo Cassese e il negozio è MoonBall” . E così, tra lo stupore mio e del giocatore, la scommessa era vinta…

Una dolcissima dedica da parte di Alice Matteucci per gli incordatori IRSA.

Una dolcissima dedica da parte di Alice Matteucci per gli incordatori IRSA.

La nostra professionalità è stata talmente apprezzata che molti giocatori ci hanno affibbiato dei soprannomi: alieni, treni, incordatori da Atp. Altri si sono spinti al punto di dirci che, se avessero la possibilità economica, ci porterebbero nei circuiti internazionali al loro seguito in qualità di incordatori personali. Lo confesso, è stato un bel riconoscimento.

Il giorno prima della chiusura dell’ultimo torneo, siamo stati sfidati in doppio dal direttore generale del Forte Village, Lorenzo Giannuzzi, e dal maestro Tonino Cirina. Anche lì siamo usciti vincitori: 7-6, 7-5 dopo oltre un’ora e mezza di partita.

E i Supervisor ITF a Santa Margherita di Pula? Nel loro rapporto stilato alla fine dei tornei, Riccardo Ragazzini e Massimo Morelli hanno giudicato le nostre prestazioni con tre 5, il voto massimo: uno per ogni settimana di torneo. Con i due ricevuti a maggio, abbiamo fatto l’en plein.

Mi voglio poi soffermare sull’amico e maestro Tonino Cirina, che ci ha coccolati e incoraggiati ogni giorno. Non ci ha fatto mancare niente: ogni nostra richiesta veniva prontamente esaudita. Un vero angelo custode.

Luisito Canu con Walter Trusendi, vincitore dei tornei ITF a Santa Margherita di Pula

Luisito Canu con Walter Trusendi, vincitore dei tornei ITF 25 e 26.

Qualche piccola nota tecnica…
La tensione piu’ alta fatta registrare a Santa Margherita di Pula e’ stata quella del francese Maxime Hamou, che ha fatto incordare le sue Babolat Pure Drive con Babolat RPM Blast 16 a 28.5 chili.

La tensione piu’ bassa e’ stata invece quella adottata da Walter Trusendi, vincitore dei primi due tornei. Sulla sua Wilson Pro Open, le corde Solinco Tour Bite 17 sono state installate ad una tensione di 16 chili.

Mediamente, la tensione adottata dai giocatori e’ stata intorno ai 21-22 chili.

Vorrei infine ringraziare per la fiducia il presidente IRSA Stefano Prete, il vicepresidente Enzo Mo e, in particolare, il mio compagno di avventura, Luisito Canu.

L’IRSA, quale partner per l’effettuazione di un simile progetto (10 tornei Itf da 10mila dollari, nel solo 2013), ha fatto fare bella figura agli eventi sopra citati. Nel 2014 vedremo quali sorprese ci saranno e se anche noi saremo ancora fra i protagonisti.

 

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